E' stata una delle figure più discusse nei ranghi del partito fascista. Lo definirono il "Ras di Cremona", avendo il controllo totale della città, oppure il fascista ribelle o non allineato con il regime, tanto da farsi affibbiare l'etichetta di "fascista rosso". Stiamo parlando di Roberto Farinacci, politico di fede fascista, ex socialista e soprattutto ex segretario del Partito nazionale fascista. Nacque nella mia terra, il Molise, più precisamente a Isernia il 16 ottobre 1892. Suo padre era un commissario di pubblica sicurezza sempre in movimento per cui il giovane Farinacci lo seguì nei suoi spostamenti fino a quando si stabilirono definitivamente a Cremona, la città dove rimase fino alla fine dei suoi giorni. Fin da giovanissimo si avvicinò alla politica prima nel partito socialista poi, dopo aver conosciuto Benito Mussolini e collaborato con il Popolo d'Italia, si iscrisse ai nascenti Fasci di Combattimento, reduce dalla prima guerra mondiale e animato da una grande fede umana e politica nel futuro Duce. Partecipò con dedizione alle prime azioni offensive del nascente squadrismo distinguendosi per coraggio e forza, sfrontatezza che riportava nei suoi spregiudicati articoli dove evidenziava dal suo punto di vista il degrado della nazione. Nel 1921 venne eletto alla Camera dei Deputati e un anno dopo fondò quella che divenne la sua rivista personale, Il Regime Fascista (fino al 1929 chiamata Nuova Cremona). La sua opera di propaganda in Emilia Romagna e in tutta la bassa valle padana si fece conoscere per l'intensità e per i metodi poco ortodossi nel convertire la folla alla dottrina fascista. Per le sue azioni e per il potere che si era conquistato nella sua città venne soprannominato "Ras", termine etiopico che sta per "re". In poco tempo Farinacci divenne uno dei capi incontrastati dello squadrismo riuscendo in azioni di offensiva ai danni di socialisti e comunisti riportando sempre grandi vittorie. Fu lui che definì più volte lo squadrismo un arma indispensabile del partito per instaurare un nuovo regime, per cui riconosceva nei suoi uomini una delle parti vitali del Pnf. In seguito al delitto Matteotti lo squadrismo venne normalizzato nella Milizia volontaria per la sicurezza nazionale e Farinacci si ritrovò da solo con la sua anima ribelle contro un mondo di gerarchi che si era accostato alla linea guida del Duce. I suoi rapporti con Mussolini che, fino a quel momento erano stati caldi e stretti, si fecero freddi e segnati da critiche aspre e sempre più frequenti. Farinacci rimproverava al Duce di essersi venduto a quelle forze liberali che lui si era proposto di combattere. Farinacci e Mussolini incarnavano le due anime differenti del fascismo: il primo battagliero e legato al fascismo sansepolcrista, mentre il secondo ormai compromesso con i poteri forti. Tra il 1925 e il 1926 fu segretario del Pnf, ma la sua carica fu molto breve. Si dimise volontariamente da tale ruolo e la contentezza di Mussolini per questa azione fu manifesta e accolta con favore da altri gerarchi, Italo Balbo ad esempio, che già da tempo avevano dubbi sulla fedeltà al Duce e sulla sua onestà. Farinacci fece le veci dell'opposizione all'interno del Pnf tanto da contestare le principali operazioni diplomatiche di Mussolini come il Concordato con la Chiesa Cattolica nel 1929. La goccia che fece traboccare il vaso fu l'attaccò ad Arnaldo Mussolino, fratello di Benito, accusandolo di aver preso tangenti in varie occasioni. Il 1930 fu l'anno della sua estromissione da ogni ambiente politico.
Ormai fuori dalla politica, Farinacci aveva solo un modo per entrare di nuovo nel partito: dimostrare il proprio valore nelle guerre coloniali. Ed è proprio in Etiopia che, grazie al suo valore (che gli costò la mano destra), ebbe decorazioni e fu reintrodotto nelle gerarchia del regime. Siamo in pieni anni trenta e il regime fascista si stava avvicinando a Hitler e al nazismo. Farinacci giocò un ruolo molto importante nei rapporti diplomatici con i tedeschi, specie con Goebbels, con il quale strinse amicizia. Essendo legato fortemente alle gerarchie tedesche sostenne l'entrata in guerra dell'Italia fin dal 1939. Per punire tali atti di insubordinazione venne punito con il sequestro del giornale e con ripetuti controlli polizieschi. Quando l'Italia entrò in guerra a fianco della Germania Farinacci iniziò una campagna stampa contro i presunti traditori. La guerra stava prendendo una piega negativa e già si profilava la caduta del regime. Secondo alcuni Farinacci, al corrente dell'Ordine Grandi, cercò di informare il Duce tramite Hitler senza però riuscirci o, secondo altri, Mussolini non tenne conto delle sue parole. Dopo l'8 settembre Farinacci si rifugiò a Monaco dove di lì sarebbe dovuto partire per Salò dove avrebbe dovuto prendere la carica di reggente della RSI. Al suo posto, all'ultimo momento, venne posto Mussolini liberato qualche giorno prima. Estromesso ormai dalla nova istituzione, assistette alla fine dell'ultima resistenza fascista. Alla caduta della repubblica di Salò fuggì da Cremona per rifugiarsi in Valtellina. Durante il tragitto fu fermato da una pattuglia partigiana e portato nel comune di Vimercate (MB) dove venne fucilato il 28 aprile 1945 dopo un sommario processo.
domenica 27 maggio 2012
sabato 26 maggio 2012
I rinnegati: elogio all'eversività
Li chiamano rinnegati, non perché sono stati disconosciuti dai loro padri, ma, al contrario, erano ragazzi e giovani intellettuali che hanno rinnegato loro stessi la loro origine e la loro famiglia. Erano figli di buona famiglia, borghesi e dediti ai lussi più sfarzosi. Avevano tutto, ma qualcosa mancava nei loro animi: una insoddisfazione che nessun vizio o oggetto poteva colmare. Un senso di appartenere ad una collettività che il liberal - capitalismo sembrava negare e una giustizia sociale che non veniva garantita a tutte le classi sociali. Quei vizi e quel lusso che avrebbero dovuto soddisfare tutte le loro esigenze era un fardello troppo grande, consci dell'importanza di "essere", di agire, di vivere per la collettività piuttosto che "avere" e vivere nel proprio egoismo. Una nuova etica pervadeva questi giovani che erano pronti a sacrificare le proprie ricchezze per scendere nei meandri più oscuri della società e da li agire per il riscatto umano e del povero. La parola d'ordine era "socialismo", lotta contro quella borghesia che li aveva visti nascere e contro quelle forze che minacciavano l'unità delle classi popolari e la collettività. I loro nomi sono entrati nel pantheon dei rivoluzionari e dei maestri del socialismo e hanno costituito dei modelli per tutti coloro che, stanchi dell'avere, preferivano l'essere, l'azione e il mutuo soccorso. Marcello Gallian, Karl Marx, Friedrich Engels, Errico Malatesta, Michael Bakunin e molti altri ancora sono alcune delle voci più importanti di questo fenomeno sociale e politico che ha interessato la seconda metà dell'ottocento fino quasi agli ultimi decenni del novecento. Molte altri ancora furono i rinnegati, ma la storia li ha dimenticati. Oggi sembra impossibile il riproporsi di una situazione simile, anche perché le condizioni sociali, politiche ed economiche sono diverse e probabilmente la situazione di crisi ha esercitato una influenza diversa sul pensiero di questi giovani. In questa epoca di riflusso e di materialismo sfrenato queste figure sarebbero dei pazzi che parlerebbero di cose insolite e addirittura folli: sarebbero come quei profeti che parlavano alle folle annunciando la venuta del Salvatore, ma costoro li prendevano per pazzi o per dei bugiardi. Il profeta o il ribelle non è mai apprezzato nel proprio contesto perché mostra immagini e concetti trasgressivi che ledono il buon e fittizio vivere quotidiano. Meglio la sicurezza e la fittizia pace che lottare contro quelle forze che, con la democrazia, hanno cambiato volto nascondendolo con una maschera buona e cordiale. L'elogio all'eversività non significa essere terroristi o uccidere, ma essere eversivi con la ragione per una vita sovrumana.
Eurocomunismo: la nuova via del socialismo europeo
Negli anni settanta del novecento era ormai chiaro il profondo abisso che esisteva tra il socialismo di stampo sovietico, dogmatico e repressivo, e un altro di stampo socialdemocratico. In Italia il Pci da tempo (a partire dalla fine della seconda guerra mondiale) si era attestato su posizioni riformiste e democratiche, scegliendo di difendere la democrazia borghese e di sostenere il proletariato tramite riforme sociali. Questa nuova essenza di un partito che si definiva ancora comunista era stata avvertita da un politico oculato come Enrico Berlinguer, segreteria del Pci. Il suo carisma e la sua immagine di politico onesto hanno contribuito a dare una nuova visione del socialismo, lontano dalle nefande influenze del sistema sovietico, dove accanto alla difesa del proletariato si posizionava il sostegno alla democrazia, vista come massima espressione dell'individuo. Nel 1976 i tempi erano ormai maturi per mettere definitivamente in chiaro le carte in tavola. Il socialismo europeo stava imboccando una via socialdemocratica, allontanandosi definitivamente dal marxismo. Questo nuovo volto poteva dare una nuova luce ai partiti comunisti europei, specie quello spagnolo, francese e italiano, più moderata e antisovietica, permettendo un loro eventuale ingresso nelle coalizioni di governo. Fu così che si decise di imprimere una nuova via al socialismo dell'Europa occidentale. Queste decisioni provocarono forti tensioni tra il Pcus e i partiti europei, specie quando Berlinguer dichiarò il suo progetto di eurocomunismo e di difesa della pluralità di fronte ai delegati del Pcus nel 1976 a Mosca, scatenando le critiche e le ire dei membri più anziani. Tra il 29 e 30 luglio 1976 a Berlino si svolse una conferenza fra i rappresentanti dei partiti comunisti italiani, spagnoli e francesi. Enrico Berlinguer era tra i partecipanti e fu colui che con maggior forza si oppose ai tentativi dei delegati del Pcus di imporre al congresso la supremazia sovietica. Durante i lavori successivi si misero in luce i punti essenziali che porteranno alla nascita dell'eurocomunismo. A Madrid nel 1977 si tenne un secondo congresso a cui presero parte Berlinguer per il Pci, Santiago Carrillo per il PCE e George Marchais per il PCF. Gli esiti del congresso di Berlino andarono a supportare la teorizzazione della "nuova via del socialismo europeo", noto con l'etichetta "Eurocomunismo". In generale si era concordi nel dire che le condizioni sociali e politiche erano profondamente cambiate per cui parlare ancora di rivoluzione e di massimalismo era anacronistico. Adesso il socialismo doveva superare la fase marxista e farsi riformista: tramite una politica di riforma a lungo termine era possibile realizzare una società di stampo socialista. Inoltre si riconobbe che si era venuta a creare un nuovo clima sociale e politico dove il femminismo, la lotta per la decolonizzazione, per i diritti delle minoranze e quant'altro costituivano le basi di un vasto movimento di rinnovamento. Le parole chiavi dell'eurocomunismo erano in definitiva "socialismo, democrazia e progresso". L'influenza di queste idee andò a minare la solidità di quei partiti comunisti che erano ancora legati all'URSS. In Europa i comunisti inglesi aderirono all'Eurocomunismo, mentre fuori dall'Europa, in Asia, il partito giapponese ad esempio si allineò alle decisioni di Madrid. L'Eurocomunismo non ebbe una vita lunga. Nel 1979, in occasione delle elezioni europee, il blocco eurocomunista non ebbe i risultati sperati. Sostanzialmente tra i vari partiti comunisti non vi era un vero e proprio programma politico, ma solo propositi. Molti hanno visto nel tentennamento ideologico del PCF la causa della fine del progetto di Berlinguer. In parte le responsabilità del tramonto dell'eurocomunismo possono essere affibbiate al PCF che, come in seguito il PCE, decise di ritornare nell'alveolo del socialismo sovietico. In realtà i tentennamenti esistevano nel trovare una comune strategia politica tanto che le elezioni del 1979 furono una prova di questo atomismo. I tre partiti comunisti sostanzialmente intrapresero politiche autonome nei loro Paesi senza tener conto dei progetti fatti precedentemente. Anche gli errori di valutazione devono essere presi in considerazione. Si era programmato una serie di riforme sociali che si sarebbero potute attuare in una condizione di sviluppo economico in forte crescita. Cosa che oggettivamente non si ebbe visto che già agli inizi degli anni ottanta si videro i primi sintomi di stagnazione economica. Non è escluso neanche che questi partiti fossero ancora fortemente legati all'URSS e al mito della rivoluzione. Le scelte fatte, pur turbando i capi del Pcus, non erano volte a rompere del tutto con la Russia. Vi era ancora una silente riverenza nei confronti dei sovietici. Il PCE in particolare era poco propenso ad accettare parole d'ordine quale "pluralità" e "compromesso". Era un partito ancora fortemente ideologizzato tanto che una parte dei militanti rifiutarono di aderire al progetto. Nel 1981 Carrillo, fortemente legato a Mosca, decise di uscire dal partito e questo evento destabilizzante determinò la fuoriuscita degli spagnoli dal progetto eurocomunista. Il PCF con Marchais, ancora molto confuso sul da farsi sia a livello internazionale che a livello nazionale, si spinse verso posizioni filosovietiche, rinnegando l'adesione all'eurocomunismo. La stessa cosa accadde nel Pci dove vigevano ancora i vecchi schemi ideologici e dove una grande fetta dei militanti era ancora legata al mito della rivoluzione russa. Di fatto l'eurocomunismo, l'unico tentativo di rendere democratico il comunismo, fallì miseramente.
venerdì 25 maggio 2012
Per una Italia nuova (di Paolo R.)
PREMESSA:
PROPOSTE PER MIGLIORARE L’ITALIA:
PIANO POLITICO AMMINISTRATIVO ECONOMICO:
-riduzione del numero di parlamentari a 137 e del numero dei senatori ad 77 calcolato rispetto ai politici che hanno gli USA
-riduzione dei loro stipendi del 60% ed il resto si otterrebbe in base ai risultati politici per un aumento massimo del 25% del proprio stipendio base
-stop a doppi o più incarichi dei politici: se libero professionista può continuare la libera professione per non perdere clienti ma se dipendente il soggetto verrà messo in aspettativa forzata speciale per il tempo che sarà al governo e percepirà lo stipendio più favorevole tra quello di parlamentare e il lavoro precedente
-eliminazione delle provincie
-accorpamento dell’abruzzo al molise
-accorpamento dei comuni al di sotto dei 30000 abitanti così da limitare sprechi, corruzione e infiltrazioni mafiose ( perchè è più semplice controllare pochi individui rispetto a centinaia di migliaia)
-accorpamento della Polizia di Stato ai Carabinieri perchè hanno le stesse funzioni e si può risparmiare sulle strutture e sui comandi (meno indennità di comando)
-rendere la Guardia di Finanza per il 95% solo polizia Tributaria poichè al momento solo il 50% dei finanzieri fà polizia tributaria mentre il resto fà ciò che fà la polizia e carabinieri
-rendere tutte le auto pubbliche a combustione a metano o gpl per risparmiare e inquinare di meno
-rendere lo stipendio nel pubblico variabile in base ai risultati (variazione anche del 30%) che si deciderebbe in base al bilancio pubblicato entro il 31 dicembre di ogni anno: se il bilancio è negativo si ha una decurtazione dello stipendio di tutti i dipendenti e in caso contrario cioè pareggio di bilancio si ha un aumento di stipendio per tutti così da aumentare la produttività ed eliminare gli sprechi
- con il denaro risparmiato dai tagli alla politica metà deve essere reimpiegato nella lotta all’evasione fiscale ed al crimine e l’altra metà per il sostegno alle imprese, famiglie, lavoro
-eliminazione del denaro cartaceo e sostituita da moneta elettronica così da avere un controllo eccellente per la lotta all'evasione fiscale, controllo della corruzione e di tutte le attività criminali e anche salvare le banche che potrebbero sempre concedere prestiti, mutui e quindi non far fermare mai gli ingranaggi della nostra economia) e poi lo stato risparmierebbe almeno 10 miliardi che servirebbero ogni anno per produrre denaro cartaceo e a moneta potendo riutilizzare questa somma per il bene comune o per diminuire le tasse
eliminazione quasi totale della libera professione:
* per il commercio ci deve essere solo un negozio di una compagnia importante che offra tutti servizi (conad, coop ecc) ogni 3000 abitanti e devono distanziarsi (I negozi della stessa compagnia) di almeno 20 km l’una d’altra per garantire concorrenza (dico compagnie importanti perchè esse non possono permettersi di non emettere scontrini fiscali poichè nuocerebbe alla propria reputazione e perderebbe immediatamente clienti), questo gioverebbe sia per la qualità dei servizi offerti ai cittadini, sia per le compagnie sia per l'occupazione (verrebbe debellato quasi completamente il lavoro nero e si creerebbero nuovi posti di lavoro)
* per i servizi creazione di società gestite direttamente dallo stato così da evitare qualsiasi evasione fiscale e riduzione dei costi al cittadino (dato che lo stato non dovrebbe pagare a se stesso l'IVA e altre tasse)
-l’8 per mille piò essere devoluto solo per il 30% alla chiesa (dato che secondo recenti statistiche solo il 25% degli italiani dona volontariamente l'8 per mille alla chiesa gli altri poichè non esprimono preferenze il loro contributo viene diviso tra le parti e chissà perchè alla fine la chiesa si ritrova l'85% di tutta la torta e non solo, la chiesa di tutto ciò spende solo il 22% in opere di carità), per il resto solo allo stato che lo dovrà utilizzare per la ricerca, protezione civile e carità
ISTRUZIONE
-abolizione della scuola media e introduzione del Ginnasio di 5 anni con culmine con l’attuale 2 superiore (così da garantire una istruzione di base eccellente a tutti con introduzione di elementi di latino e greco per aprire la mente e far ragionare, diritto e economia per sapere come muoversi in questa società moderna e elementi di educazione ambientale e alla salute per avere basi per vivere bene e rispettare l'ambiente) e diplomi validi come lauree triennali (con almeno 800 ore di tirocinio nell'arco dei 5 anni) e laurea vera 4 anni dopo il diploma
-abolizione dei tfa per insegnare ed introduzione del master di secondo livello in insegnamento (numero di posti da stabilire in base a prepensionamenti e darà diritto al posto a tempo indeterminato previo superamento di tutti gli esami)
-ampliamento dei posti per il personale educativo (cioè coloro che aiutano nei compiti nei convitti) che oltre a sostituire il personale assente curerà anche la didattica pomeridiana (recuperi, potenziamenti, attività educative in genere) così dà evitare il ricorso a personale a tempo determinato
-potenziamento della ricerca con investimenti poichè la ricerca e poi lo sviluppo è l'anima della crescita economica (infatti un prodotto ha un picco di vendita nell'arco di pochi mesi e dopo le vendite si assestano fino a crollare, invece con l'innovazione si tiene sempre alta la vendita così da giovare a tutto il sistema economico
ENERGIA AMBIENTE POLITICHE AGRARIE E FORESTALI
- Investimenti per rendere tutti gli edifici pubblici ecosostenibili e obbligo di utilizzo di risorse riconducibili alle energie rinnovabili
- proporre soluzioni convenienti per istallazione di impianti fotovoltaici in private abitazioni o aziende (magari lo farebbe proprio l’enel che proponendo di fare il fotovoltaico gratis e facendo risparmiare il 60% della bolletta per 15 anni e rendendo dopo i 15 anni l’impianto proprietà del privato cittadino senza costi aggiuntivi) cos' da far risparmiare il cittadino, l'ambiente e anche lo stato (che deve importare di meno)
-disincentivazione per auto a benzina o diesel se non euro 5 attraverso tassazioni aggiuntive che farebbero lievitare il prezzo di queste auto e incentivi per le altre auto così di arrivare ad un punto di incontro nel prezzo così da far diventare conveniente le macchine ecologiche
-asprimento delle sanzioni per chi inquina o fà qualsiasi danno ambientale e paesaggistico in aree protette
-incentivazione al made in Italy con diminuzione delle importazioni di merce producibile in Italia come agrumi, vino ecc così da favorire il consumo di qualità in Italia favorire l'occupazione in questo ambito con risparmio sia per lo stato sia per il cittadino (meno costi di gestione e logistica per lo stato
IMMIGRAZIONE
-è possibile solo se i migranti portano conoscenze necessarie al paese (es in italia mancano artigiani e professionisti in ambito economico) e coloro che vengono in Italia senza questi requisiti saranno espulsi immediatamente a meno di casi eccezionali (rifugiati politici, paese di origine in guerra). Ho preso spunto dal sistema Australiano e Neozelandese, così facendo li la percentuale di disoccupazione è al 4 % contro quasi il 10% qui. Potrebbe sembrare razzista ma la cosa è molto equa e diminuirebbe di molto la criminalità e il degrado!
INFRASTRUTTURE
-Le aziende che ottengono gli appalti non dovranno sforare il budget e per ogni giorno di ritardo rispetto alla tabella di marcia concordata dovranno pagare una grossa sanzione economica (almeno 10000 euro per ogni giorno di ritardo sul modello di Dubai) così da scoraggiare le imprese mafiose e invogliare le aziende serie ad accettare queste sfide con aumento della produttività, efficienze e anche la qualità!
Questo articolo è scritto in base a ciò che penso io personalmente ed alcune cose non potrebbero essere condivise e andrebbero ad intaccare interessi di politici e non che non faranno mai riforme del genere altrimenti intaccherebbero troppo i propri interessi ed alcune sembrano anche irrealizzabili ma con una buona dose di coraggio sono fattibili anche loro! per favore non siate superficiali nel leggere questo articolo e arrivate fino alla fine! buona lettura.
PROPOSTE PER MIGLIORARE L’ITALIA:
PIANO POLITICO AMMINISTRATIVO ECONOMICO:
-riduzione del numero di parlamentari a 137 e del numero dei senatori ad 77 calcolato rispetto ai politici che hanno gli USA
-riduzione dei loro stipendi del 60% ed il resto si otterrebbe in base ai risultati politici per un aumento massimo del 25% del proprio stipendio base
-stop a doppi o più incarichi dei politici: se libero professionista può continuare la libera professione per non perdere clienti ma se dipendente il soggetto verrà messo in aspettativa forzata speciale per il tempo che sarà al governo e percepirà lo stipendio più favorevole tra quello di parlamentare e il lavoro precedente
-eliminazione delle provincie
-accorpamento dell’abruzzo al molise
-accorpamento dei comuni al di sotto dei 30000 abitanti così da limitare sprechi, corruzione e infiltrazioni mafiose ( perchè è più semplice controllare pochi individui rispetto a centinaia di migliaia)
-accorpamento della Polizia di Stato ai Carabinieri perchè hanno le stesse funzioni e si può risparmiare sulle strutture e sui comandi (meno indennità di comando)
-rendere la Guardia di Finanza per il 95% solo polizia Tributaria poichè al momento solo il 50% dei finanzieri fà polizia tributaria mentre il resto fà ciò che fà la polizia e carabinieri
-rendere tutte le auto pubbliche a combustione a metano o gpl per risparmiare e inquinare di meno
-rendere lo stipendio nel pubblico variabile in base ai risultati (variazione anche del 30%) che si deciderebbe in base al bilancio pubblicato entro il 31 dicembre di ogni anno: se il bilancio è negativo si ha una decurtazione dello stipendio di tutti i dipendenti e in caso contrario cioè pareggio di bilancio si ha un aumento di stipendio per tutti così da aumentare la produttività ed eliminare gli sprechi
- con il denaro risparmiato dai tagli alla politica metà deve essere reimpiegato nella lotta all’evasione fiscale ed al crimine e l’altra metà per il sostegno alle imprese, famiglie, lavoro
-eliminazione del denaro cartaceo e sostituita da moneta elettronica così da avere un controllo eccellente per la lotta all'evasione fiscale, controllo della corruzione e di tutte le attività criminali e anche salvare le banche che potrebbero sempre concedere prestiti, mutui e quindi non far fermare mai gli ingranaggi della nostra economia) e poi lo stato risparmierebbe almeno 10 miliardi che servirebbero ogni anno per produrre denaro cartaceo e a moneta potendo riutilizzare questa somma per il bene comune o per diminuire le tasse
eliminazione quasi totale della libera professione:
* per il commercio ci deve essere solo un negozio di una compagnia importante che offra tutti servizi (conad, coop ecc) ogni 3000 abitanti e devono distanziarsi (I negozi della stessa compagnia) di almeno 20 km l’una d’altra per garantire concorrenza (dico compagnie importanti perchè esse non possono permettersi di non emettere scontrini fiscali poichè nuocerebbe alla propria reputazione e perderebbe immediatamente clienti), questo gioverebbe sia per la qualità dei servizi offerti ai cittadini, sia per le compagnie sia per l'occupazione (verrebbe debellato quasi completamente il lavoro nero e si creerebbero nuovi posti di lavoro)
* per i servizi creazione di società gestite direttamente dallo stato così da evitare qualsiasi evasione fiscale e riduzione dei costi al cittadino (dato che lo stato non dovrebbe pagare a se stesso l'IVA e altre tasse)
-l’8 per mille piò essere devoluto solo per il 30% alla chiesa (dato che secondo recenti statistiche solo il 25% degli italiani dona volontariamente l'8 per mille alla chiesa gli altri poichè non esprimono preferenze il loro contributo viene diviso tra le parti e chissà perchè alla fine la chiesa si ritrova l'85% di tutta la torta e non solo, la chiesa di tutto ciò spende solo il 22% in opere di carità), per il resto solo allo stato che lo dovrà utilizzare per la ricerca, protezione civile e carità
ISTRUZIONE
-abolizione della scuola media e introduzione del Ginnasio di 5 anni con culmine con l’attuale 2 superiore (così da garantire una istruzione di base eccellente a tutti con introduzione di elementi di latino e greco per aprire la mente e far ragionare, diritto e economia per sapere come muoversi in questa società moderna e elementi di educazione ambientale e alla salute per avere basi per vivere bene e rispettare l'ambiente) e diplomi validi come lauree triennali (con almeno 800 ore di tirocinio nell'arco dei 5 anni) e laurea vera 4 anni dopo il diploma
-abolizione dei tfa per insegnare ed introduzione del master di secondo livello in insegnamento (numero di posti da stabilire in base a prepensionamenti e darà diritto al posto a tempo indeterminato previo superamento di tutti gli esami)
-ampliamento dei posti per il personale educativo (cioè coloro che aiutano nei compiti nei convitti) che oltre a sostituire il personale assente curerà anche la didattica pomeridiana (recuperi, potenziamenti, attività educative in genere) così dà evitare il ricorso a personale a tempo determinato
-potenziamento della ricerca con investimenti poichè la ricerca e poi lo sviluppo è l'anima della crescita economica (infatti un prodotto ha un picco di vendita nell'arco di pochi mesi e dopo le vendite si assestano fino a crollare, invece con l'innovazione si tiene sempre alta la vendita così da giovare a tutto il sistema economico
ENERGIA AMBIENTE POLITICHE AGRARIE E FORESTALI
- Investimenti per rendere tutti gli edifici pubblici ecosostenibili e obbligo di utilizzo di risorse riconducibili alle energie rinnovabili
- proporre soluzioni convenienti per istallazione di impianti fotovoltaici in private abitazioni o aziende (magari lo farebbe proprio l’enel che proponendo di fare il fotovoltaico gratis e facendo risparmiare il 60% della bolletta per 15 anni e rendendo dopo i 15 anni l’impianto proprietà del privato cittadino senza costi aggiuntivi) cos' da far risparmiare il cittadino, l'ambiente e anche lo stato (che deve importare di meno)
-disincentivazione per auto a benzina o diesel se non euro 5 attraverso tassazioni aggiuntive che farebbero lievitare il prezzo di queste auto e incentivi per le altre auto così di arrivare ad un punto di incontro nel prezzo così da far diventare conveniente le macchine ecologiche
-asprimento delle sanzioni per chi inquina o fà qualsiasi danno ambientale e paesaggistico in aree protette
-incentivazione al made in Italy con diminuzione delle importazioni di merce producibile in Italia come agrumi, vino ecc così da favorire il consumo di qualità in Italia favorire l'occupazione in questo ambito con risparmio sia per lo stato sia per il cittadino (meno costi di gestione e logistica per lo stato
IMMIGRAZIONE
-è possibile solo se i migranti portano conoscenze necessarie al paese (es in italia mancano artigiani e professionisti in ambito economico) e coloro che vengono in Italia senza questi requisiti saranno espulsi immediatamente a meno di casi eccezionali (rifugiati politici, paese di origine in guerra). Ho preso spunto dal sistema Australiano e Neozelandese, così facendo li la percentuale di disoccupazione è al 4 % contro quasi il 10% qui. Potrebbe sembrare razzista ma la cosa è molto equa e diminuirebbe di molto la criminalità e il degrado!
INFRASTRUTTURE
-Le aziende che ottengono gli appalti non dovranno sforare il budget e per ogni giorno di ritardo rispetto alla tabella di marcia concordata dovranno pagare una grossa sanzione economica (almeno 10000 euro per ogni giorno di ritardo sul modello di Dubai) così da scoraggiare le imprese mafiose e invogliare le aziende serie ad accettare queste sfide con aumento della produttività, efficienze e anche la qualità!
Omaggio alla Catalogna: l'utopia realizzata
"Omaggio della Catalogna" è uno dei diari di guerra più belli e interessanti mai scritti. Il suo autore è un noto scrittore inglese, George Orwell, giornalista e politico inglese, aderente prima alla sinistra massimalista e successivamente attestatosi su posizioni socialdemocratiche. Causa di questo cambiamento politico? Lo stalinismo e la ferocia della dittatura staliniana. Orwell con la sua mente lucida, tipica del giornalista, aveva compreso in che direzione stesse andando il movimento operaio internazionale, causando non solo sofferenza, ma anche oppressione e morte. Allo scoppio della guerra civile spagnola (1936 - 1939) Orwell si era unito alle Brigate Internazionali che si erano formate per affiancare il Fronte Popolare nella difesa della seconda repubblica spagnola. Per la prima volta si erano viste forze politiche opposte, marxisti, anarchici e socialdemocratici, cooperare contro un comune nemico: il generale Francisco Franco, sostenuto dal Fuher Adolf Hitler e dal Duce Benito Mussolini. In Catalogna, dove l'anarchismo e le idee trozkiste ebbero maggiore presa, si può dire che sotto gli anarchici, guidati da un carismatico Buenaventura Durruti, realizzarono quella che può essere definita una società comunista. Collettivizzarono le industrie e tutti i mezzi di produzione e in generale si realizzarono forme collettive di gestione della società. Gli anarchici del sindacato CNT (Confederacion Nacional de Trabajo) e del FAI (Federacion Anarquista Iberica) e il POUM (Partito Operaio di Unificazione Marxista, di stampo trozkista e antistalinista) erano le forze più attive del fronte contrapposte al PSUC (Partito Socialista di Unificazione Catalana) e al PCE (Partido Comunista de Espana) che sempre di più si stavano avvicinando alle linee guida di Mosca. Le due forze maggiori del FP inevitabilmente cozzarono creando problemi alla solidità della coalizione determinando la pronta vittoria del Fronte Nazionale. I due schieramenti fin da subito si scontrano sull'opportunità o meno di portare avanti la rivoluzione in tempo di guerra. Gli anarchici e i trozkisti volevano approfittare della situazione e compiere quella rivoluzione che in Russia era stata affossata da Stalin. Avevano compreso che il proletariato era in uno stato di mobilitazione tale da poter facilmente spezzare le difese dello Stato borghese. Questo progetto trovò opposizione negli ambienti socialdemocratici e stalinisti. La guerra doveva essere portata a termine, dicevano costoro, anche e soprattutto con l'aiuto della borghesia. Terminata la guerra, eliminato un nemico come Franco, si sarebbe fatta la rivoluzione. Il Fronte Popolare si spaccò e le forze staliniste al governo, con la complicità degli ambienti socialisti, non tardarono ad organizzare azioni forza contro gli anarchici e i trozkisti. Orwell racconta che le azioni contro i rivoluzionari iniziarono quando le forze di polizia occuparono la centrale telefonica di Barcellona che era stata la prima azienda ad essere collettivizzata e gestita dal CNT. Barcellona fu il teatro di scontro di questa guerra fatricida che si svolse tra il 3 e l'8 maggio 1937. Da un lato vi erano gli anarchici del CNT e una parte dei combattenti della Colonna Durruti insieme con i militanti del POUM; dall'altro lato le milizie popolari che imposero ai loro ex compagni di sciogliere il loro esercito e sottostare alle decisioni del governo. I combattimenti furono sanguinosi e il fronte rivoluzionario venne represso e, dopo le dimissioni del governo Caballero (primo governo sostenuto da fazioni rivoluzionarie), si intensificarono con il nuovo presidente Juan Negrin le epurazioni dei nemici di Mosca. Le collettivizzazioni furono bloccate e gli anarchici e tutti coloro sospettati di trozkismo furono estromessi dalle istituzioni e dal prender parte alla vita pubblica e politica. Di fatto la rivoluzione, come in Germania, Russia e Italia, era stata soppressa.
giovedì 24 maggio 2012
In ricordo dei "Martiri di Chicago"
Nel 1867 gli operai americani
scioperarono per diversi giorni lottando contro le forze dell'ordine
e i padroni. Nonostante il sangue versato durante queste giornate, si
riuscì a ottenere quello che si chiedeva: la giornata lavorativa di
otto ore, approvata per la prima volta dallo Stato dell'Illinois.
La Prima internazionale di lì a
poco tempo ratificherà la decisione di portare avanti tale battaglia
anche in Europa dove il proletariato, oltre ad essere molto più
vasto, viveva in una condizione miserevole.
Questa scintilla fece scoppiare
una serie di scioperi e di rivolte che portarono la borghesia
industriale a concedere diritti e agevolazioni, accettando in parte
le richieste operaie. Nel 1882, precisamente il 5 settembre, i
“Cavalieri del Lavoro” di New York organizzarono una festa per
commemorare queste battaglie. Due anni dopo, nel 1884, si decise di
far cadere annualmente questa festa con la collaborazione di
comunisti e anarchici scegliendo come data il 1° maggio.
Dietro la scelta del 1° maggio
c'è un evento che sconvolse il mondo socialista. Il 3 maggio del
1886 a Chicago scoppiò la cosiddetta “Rivolta di Haymarket”.
Alcuni lavoratori scioperanti furono caricati dalla polizia la quale
non ci pensò due volte a sparare. Per questi fati gli anarchici
organizzarono una manifestazione presso Haymarket Square il 4 maggio.
Di risposta la polizia caricò di nuovo la folla, sparando e
uccidendo moltissimi manifestanti.
Le azioni di repressione
riguardarono anche chi organizzava la ricorrenza del 1° maggio. Nel
1887 sempre a Chicago, una delle polveriere sociali degli Usa, furono
processati e impiccati quattro rappresentanti di sindacati per aver
organizzato tale festa. Sempre in quei giorni il presidente Grover
Cleveland affermò che la festa del 1° maggio dovesse essere
organizzata ogni anno per commemorare tali incidenti. Per coercizione
o per un ripensamento più tardi ritirò le sue dichiarazioni. Di
fatto i “martiri Chicago” diedero l'effetto sperato: durante una
manifestazione di lutto si radunarono nella città americana migliaia
e migliaia di lavoratori che dimostrarono la forza dell'idea
socialista.
Dagli Stati Uniti la festa venne
esportata in molti Paesi prima con la Prima Internazionale e poi con
la Seconda. Fu proprio quest'ultima nel 1889 a ratificarla a Parigi.
In Italia il Primo Maggio venne introdotto nel 1891, interrotta
durante il periodo fascista e ripristinata nel 1945.
Desaparecidos!
La
storia dei Desaparecidos ci porta in Sud America nei fatidici anni
70. In Cile, in Argentina e in molti altri Stati i governi
democratici, eletti con il consenso popolare, furono deposti con le
armi e con l'appoggio di un sistema di spionaggio e di
controrivoluzione gestito direttamente dagli Usa. Questa vasta
operazione denominata “Condor” scongiurò in breve tempo
ipotetici rivoluzioni comuniste sul modello cubano.
Nel
1973 in Cile il governo socialista di Allende venne rovesciato con un
golpe dal generale Augusto Pinochet il quale instaurò un regime
autoritario e repressivo.
Nel
1976 toccò all'Argentina. Dopo un periodo di instabilità politica
seguita alla morte di Juan Peron, un gruppo armato guidato da
generali sovversivi capeggiati dal generale Videla rovesciò il
governo democratico di Isabel Peron, moglie del defunto Juan.
In
tutte e due questi Paesi le voci del dissenso non si fecero
attendere. Sia in Argentina che in Cile molti esponenti della
sinistra radicale e di quella moderata furono arrestati e
imprigionati. A Santiago del Cile i dissidenti scesi in piazza contro
Pinochet furono condotti e imprigionati nello stadio cittadino. Le
foto e le testimonianze di chi aveva assistito a tali scene fecero il
giro del mondo, ma, a causa della censura politica, ben presto le
notizie dal fronte cileno furono interrotte e della sorte dei
prigionieri non si seppe più niente. Dal 1973 al 1976 almeno per il
Cile non giunsero più voci riguardante i continui arresti e
uccisioni.
Le
modalità e le strategie di repressione furono identiche e tutte
volte a stroncare il dissenso in segreto. Le squadre militari agivano
in borghese e a bordo di Ford Falcon verdi e con il favore delle
tenebre sorprendevano nel sonno i loro obiettivi. L'immagine di
queste squadre della morte ancora oggi vive nei ricordi di chi ha
vissuto questi momenti specie in Argentina dove il fenomeno della
repressione è stato più capillare.
Una
volta catturati i criminali venivano portati in luoghi segreti: in
Argentina ad esempio si utilizzò per vari anni il centro di
addestramento della Marina Militare ESMA a Buenos Aires. In questi
centri di prigionia camuffati i prigionieri venivano torturati fino
alla morte. Una domanda ci si è posti fin dall'inizio quando questi
fatti vennero a galla: dove sono finiti i cadaveri dei prigionieri
uccisi?
Per
occultare tutto ciò si organizzarono una serie di “Voli della
Morte”: questi voli sorvolavano l'Oceano Pacifico o Atlantico per
gettare in mare i corpi con il petto squarciato per attirare i
predatori e far sparire definitivamente i cadaveri.
Un
velo scuro si distendeva su questi avvenimenti fino al 16 settembre
1976. Con “La notte delle matite spezzate” l'attenzione
dell'opinione mondiale si rivolse definitivamente verso ciò che
stava accadendo in Argentina e in generale in Sud America.
A
La Plaza, un comune in provincia di Buenos Aires, un gruppo di
studenti scese in piazza per protestare contro il regime autoritario.
La reazione del regime non si fece attendere. La notte del 16
settembre la polizia arrestò e disperse il movimento. Gli otto capi
della rivolta furono arrestati e da quel momento in poi di loro non
si seppe più nulla .
La
verità non rimase a lungo nascosta. Con la caduta di Pinochet e del
regime dei Generali in Argentina e con il ritorno della democrazia le
inchieste sulle atrocità commesse furono molte e volte a svelare i
retroscena più oscuri.
A
Buenos Aires nel 1983 venne ripristinata la democrazia e con essa un
forte senso di legalità che accrebbe il senso di giustizia contro i
responsabili della repressione. Dopo la caduta del generale Videla,
il neopresidente Raul Alfonsine si accinse a mettere sotto inchiesta
i principali protagonisti del vecchio regime e a dare giustizia e
restituire serenità alle famiglie dei desaparecidos. Un grande
impulso in questa lotta venne dato dal movimento “Madri di Plaza de
Mayo”, un associazione nata dopo il regime autoritario di Videla e
formato dalle madri delle vittime. Queste coraggiose donne di tutte
le età sfidarono le autorità e a gran voce chiedesero giustizia e
verità per restituire dignità ai loro cari defunti. Il nome è
ripreso dalla piazza di Buenos Aires dove si riunirono per la prima
volta sfilando con un fazzoletto bianco in testa che divenne il
simbolo del movimento.
Il
15 dicembre del 1983 il presidente Alfonsin dette vita al “Conadep”
(Commissione Nazionale sulle Persone Scomparse). Composta da celebri
figure della cultura e della politica argentina, ha svolto una serie
di inchieste che tuttora continuano per contare e classificare i
morti della repressione. Il prodotto ultimo in continuo aggiornamento
è il “Nunca Mas” (Mai più) del 1984 dove sono elencate le cifre
dei dispersi e i nomi dei responsabili della “junta” militare
responsabile delle uccisioni. Secondo tale rapporto le persone
scomparse sono circa 30.000 di cui 9000 sono i morti accertati:
questa cifra comunque è in continua crescita man mano che gli
archivi segreti vengono aperti e studiati.
I
processi contro i gerarchi della junta argentina sono stati poco
proficui visto la forte pressione di ambienti militare che hanno
portato alla scarcerazione di molte personalità. Nel 2007 con lo
stupore di gran parte dell'opinione pubblica internazionale venne
arrestata in Spagna Isabel Peron con l'accusa di aver ucciso un
desaparecido.
La
vicenda dei Desaparecidos ha suscitato anche grande clamore negli
ambienti culturali internazionali. Film, romanzi, musiche sono i
principali veicoli attraverso i quali questa storia atroce viene
raccontata. “La casa degli spiriti” di Isabel Allende o “Hijos”
di Marco Bechis sono alcuni degli esempi celebri di come la cultura
sia sensibile a questi temi e faccia di tutto per supportare una
causa che tuttora non ha ancora trovato fine ne giustizia.
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